F.A.Q.

  • Chi è e cosa fa lo psicologo?
    Lo psicologo è un professionista sanitario che, in base a quanto sancito dalla legge 56/89, può svolgere attività di prevenzione, diagnosi, interventi clinici abilitativi-riabilitativi per singoli, gruppi o comunità. Opera in vasti campi, sia clinici (dal Sostegno psicologico alla Neuropsicologia, passando per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la psicogeriatria e il counseling), sia sociali (affidamento, carceri, immigrazione) che aziendali (gestione delle risorse umane, selezione del personale).
  • Qual è la differenza tra psicologo e psichiatra?    Lo psicologo ha maturato una formazione quinquennale in psicologia e, dopo un tirocinio formativo, ha ottenuto l’abilitazione di psicologo. Non può prescrivere farmaci e utilizza metodi e tecniche propri della psicologia. Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria che utilizza metodi farmaceutici (può infatti prescrivere farmaci) e tipicamente medici.
  • Lo psicologo può essere considerato un professionista sanitario?  
    Le attività psicologiche sono state considerate importanti dai Livelli Essenziali di Assistenza in considerazione delle nuove evidenze scientifiche e dei bisogni diffusi dei cittadini, il ruolo riconosciuto nel Piano Nazionale della Cronicità, e la professione psicologica ricompresa a tutti gli effetti tra quelle sanitarie con la legge 3/18.
  • Come funziona l’appuntamento con lo psicologo? Cosa devo aspettarmi? Beh, in questo caso dipende dal professionista che scegli. Nel mio caso (ma credo che in linea di massima sia così ovunque) il percorso che si crea tra paziente e psicologo può essere riassunto in queste fasi:
    • Prima fase: colloquio conoscitivo
    • Seconda fase: psicodiagnosi clinica e proposta di intervento
    • Terza fase: attuazione dell’intervento e verifica dei risultati
    • Quarta fase: chiusura del percorso

  • Quanto durano gli interventi psicologici? Non c’è una durata fissa, dipende dal tipo di problema, dalla frequenza degli incontri e non ultimo dalla metodologia teorica sottostante gli interventi. Esiste anche la possibilità che gli interventi durino una sola seduta, poiché per il tipo di problema è necessario un altro specialista (come lo psicoterapeuta o il neuropsichiatra infantile).

  • Come faccio a capire se ho davvero bisogno di uno psicologo per me o per i miei cari? Questa è una domanda complessa che richiede una risposta complessa. Esiste una tale variabilità di situazioni che rispondere in una maniera univoca risulta impossibile. La risposta quindi è: dipende. Dipende innanzi tutto dagli antefatti: esiste un problema oppure no? Se sì, allora dipende dal tipo di problema, dalla sua frequenza, dal suo impatto sulla vita quotidiana e sul proprio o altrui benessere. Ricordiamo però che le attività dello psicologo non mirano solamente all’aspetto clinico-patologico, ma riguardano anche la crescita personale, l’autostima e l’autoaffermazione: quindi può rivolgersi ad uno psicologo anche chi mira semplicemente a conoscersi meglio, a fare nuove esperienze e migliorarsi.

  • Come distinguere un professionista preparato da uno che non lo è? Il modo più facile e attendibile per capirlo è sicuramente farne esperienza: incontrare psicologi non neutrali o scarsamente professionali, truffaldini e poco preparati. Esistono però delle strategie utili a prevenire spiacevoli inconvenienti che potrebbero infangare il nostro ordine professionale:
    1. Guardare sempre la formazione (numerosi sono infatti i mental coach, i consuelor o i pedagogisti che si propongono in tutto e per tutto nel ruolo che dovrebbe essere dello psicologo, senza avere in realtà la minima preparazione o tanto meno i titoli legali);
    2. Guardare poi l’offerta (molti psicologi infatti promettono la guarigione e la felicità, come fossero santoni. La realtà è ben diversa, fatta di percorsi da intraprendere insieme verso il cambiamento. Altri psicologi invece propongono attività tipiche dello psicoterapeuta o del neurologo: questo, oltre che essere altamente scorretto, è anche illegale).

  • A quanto ammonta il costo per una seduta? L’annosa domanda che tutti si chiedono giunti a questo punto della lettura, quella che tutti i professionisti cercano di evitare. Io invece apprezzo la chiarezza. In seguito troverete il mio tariffario, in base al tipo di servizio offerto.
    Per fatture di importo superiore a 77,47 € si applica la marca da bollo di 2 € (a carico del destinatario).
  • I costi sono detraibili? Sì, le spese per le prestazioni psicologiche sono detraibili ai fini IRPEF come tutte le spese medico-sanitarie al 19%.
  • Andare dallo psicologo è davvero utile? Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato, in maniera inequivocabile, l’efficacia dei trattamenti psicologici e psicoterapeutici rispetto a placebo, con effetti paragonabili all’assunzione di psicofarmaci (senza però gli stessi effetti collaterali). L’utilità poi è un fattore soggettivo: sta al paziente definire se vale o meno la pena di investire su se stessi per migliorare.

  • Prendi in carico anche bambini o adolescenti con diagnosi di autismo? In questi casi io applico il metodo ABA (Applied behavior analysis), un modello di intervento terapeutico molto lungo e complesso che ha come requisito fondamentale l’applicazione in contesti quotidiani. In questo caso quindi, supportato da un equipe multidisciplinare e competente, l’intervento viene svolto a domicilio, senza nessuna presa in carico.

  • Rilasci anche una certificazione DSA per un eventuale PDP? Sì. Secondo il disegno di legge regionale 96/A del 2018, il rilascio di certificazioni valide e riconosciute dalla scuola può essere effettuato da psicologi liberi professionisti in strutture private, purché abbiano comprovata formazione nell’ambito, preferibilmente lavorando in ottica multidisciplinare con neuropsichiatri infatili, logopedisti e pedagogisti.